Il d.lgs. 154/2013 ha introdotto nel Codice Civile il concetto di “responsabilità genitoriale”, che si declina in una serie di doveri che i genitori hanno nei confronti dei figli minorenni, come il dovere di educarli, istruirli, mantenerli e di vigilare su di loro nel processo di crescita e di costruzione della propria personalità. Tuttavia, può essere arduo per un genitore adempiere al proprio compito di sorveglianza sui figli, soprattutto in determinati momenti della loro vita e in un mondo pieno di stimoli e distrazioni come quello odierno.
Con la crescita- e in particolare nella fase dell’adolescenza- i figli cominciano ad allontanarsi dall’ambiente familiare e ad acquisire più autonomia e indipendenza, esponendosi al contempo a un numero maggiore di pericoli.
Non è difficile né raro per un adolescente cominciare a frequentare compagnie poco raccomandabili, che possono avvicinarlo ad attività pericolose per sé e per gli altri, se non addirittura illegali. Uso o spaccio di sostanze stupefacenti, abuso di alcol, atti di vandalismo o di bullismo sono alcune delle situazioni più comuni e che maggiormente preoccupano i genitori.
Altrettanto semplice per un giovane è divenire vittima di episodi di bullismo, di abusi fisici o anche psicologici da parte di malintenzionati. L’accesso sempre più precoce a internet e ai social network, per di più, espone i minori a ulteriori rischi: cyberbullismo, adescamenti online, challenge pericolose e molte altre situazioni dalle quali è complicato uscire senza l’aiuto di un adulto.
Per i genitori può essere difficile comprendere cosa accade nella vita dei propri figli, sia per la mole di impegni cui devono sottostare durante la giornata, sia per la scarsa propensione degli adolescenti a confidarsi con gli adulti. Alcune volte, però, i figli lanciano dei segnali che è importante saper cogliere. Allontanamenti volontari da casa, assenze frequenti e calo del rendimento a scuola, disturbi del sonno, cambiamenti improvvisi della cerchia di amici, elevata conflittualità con i genitori sono alcuni degli indicatori che possono rivelare la presenza di un disagio.
Quando si presentano segnali di comportamenti a rischio, agire tempestivamente è fondamentale per evitare che la situazione degeneri. In questi casi servirsi del supporto esterno di un investigatore privato può aiutare i genitori ad avere un quadro più chiaro della situazione.
Attraverso appostamenti e pedinamenti, un investigatore privato può osservare cosa fa il minore quando non è sotto la diretta sorveglianza dei genitori, documentando il tutto con riprese video e fotografiche. In particolare ne analizza i comportamenti, le abitudini, valuta i luoghi e le compagnie frequentate, concentrandosi su quelle circostanze che possono suggerire il coinvolgimento del minore in azioni devianti o delittuose, come vittima o come responsabile.
Ulteriori informazioni possono essere raccolte ascoltando le testimonianze dirette di persone che entrano frequentemente in contatto con il giovane e che possono riferire comportamenti sospetti (ad esempio insegnanti, familiari, educatori, ecc.).
Infine, attraverso ricerche SOCMINT (social media intelligence) è possibile verificare l’attività online del minore, i profili con cui interagisce, la tipologia di contenuti visualizzati, i commenti che scrive/riceve, ovviamente a condizione che le informazioni in questione siano pubblicamente accessibili.
Per mezzo di indagini discrete e svolte nel pieno rispetto della legge e della privacy, quindi, un investigatore privato può aiutare i genitori a far luce su eventuali abitudini pericolose o situazioni di disagio del minore, favorendo, così, un intervento mirato della famiglia e, laddove necessario, di altri professionisti, come forze dell’ordine o psicologi.
Segui Veritas Investigazioni & Security Consulting su Linkedin, Facebook e Instagram
A cura di Sonia Statella


