Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei stato spinto da una pura curiosità, oppure stai cercando una risposta ad alcuni dubbi che ti sono sorti quando, buttando l’occhio sulla tastiera del telefono del tuo partner, hai notato tra le emoji più utilizzate una collezione di icone alquanto insolite.
Se accanto alle solite faccine sorridenti, ai cuori e ai baci -che magari destina proprio a te- hai trovato ortaggi, frutta o altro cibo di varia natura, allora prenditi qualche minuto per continuare a leggere, nella speranza che le tue perplessità possano trovare una risposta.
Prima di addentraci nell’interpretazione del significato nascosto delle emoji, però, occorre ricordare cosa si intende con “tradimento”. La giurisprudenza italiana ha ormai confermato con diverse pronunce che la condotta infedele non si compie esclusivamente attraverso il rapporto sessuale, ma può configurarsi anche come “tradimento virtuale”, che non presuppone alcun incontro fisico tra i due amanti.
Social network, app di messaggistica, e-mail, chat di siti di incontri costituiscono il nuovo terreno nel quale i tradimenti possono aver luogo.
Nelle chat, come tutti sappiamo, l’uso delle emoji è estremamente frequente, poiché permettono di esprimere concetti semplici in maniera rapida, immediatamente comprensibile e perché ci salavano quando non sappiamo esprimerci apertamente a parole… oppure quando non vogliamo.
A questo proposito, Paul Jones, investigatore presso ARF Private Investigators, ritiene che le emoji possano essere utilizzate come “linguaggio in codice” all’interno di chat segrete, come quelle in cui si consuma un tradimento. L’investigatore britannico ha individuato alcune emoji che, se utilizzate in particolari contesti, possono non essere così innocue come sembra.
Ad esempio, dice Paul Jones, il croissant o il piatto di spaghetti possono essere un invito a una colazione o una cena fuori. O ancora, il lucchetto o la lettera con il cuore possono suggerire di scriversi in un’altra chat, o magari più tardi; ma anche il peperoncino e il fuoco, che in maniera non troppo velata rappresentano la passione, oppure la faccina che si copre gli occhi, simbolo di colpevolezza e segretezza.
Non mancano, poi, le emoji con chiaro significato allusivo, come la melanzana, le gocce o la pesca, che lasciano ben poco spazio all’immaginazione.
È importante, però, non giungere a conclusioni affrettate e saper osservare il contesto. Una singola emoji non costituisce la prova certa di un tradimento; alcune delle icone sopra citate possono infatti essere utilizzate in conversazioni ironiche e goliardiche con gli amici. Diverso è il caso in cui l’uso frequente di queste emoji sospette sia accompagnato da altri cambiamenti nelle abitudini del partner. Se hai notato da parte sua una protezione ossessiva del cellulare, un cambio improvviso delle password, un atteggiamento più distante e ostile, o maggior vaghezza nel raccontarti cosa ha fatto durante la giornata, allora può essere lecito iniziare ad avere dei sospetti.
Fai attenzione, però, nel procurarti le prove! Comportamenti quali l‘accesso al cellulare o al computer altrui senza consenso, per leggerne le chat e la corrispondenza, o per accedere ai profili social costituiscono una grave violazione della privacy e possono integrare reati come l’”Accesso abusivo a un sistema informatico o telematico” o la “Violazione di corrispondenza”. Per di più, le prove ottenute in maniera illecita non possono essere ammesse in un eventuale processo, qualora volessi far valere i tuoi diritti in aula.
Se desideri raccogliere prove certe sul presunto tradimento e tali da essere valide anche in sede giudiziaria, può essere utile affidarti a un investigatore privato professionista, che con discrezione, trasparenza e rispetto delle norme ti aiuterà a sciogliere i tuoi dubbi.
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A cura di Sonia Statella



